{"id":615,"date":"2019-12-24T11:26:59","date_gmt":"2019-12-24T10:26:59","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?page_id=615"},"modified":"2020-01-23T17:29:18","modified_gmt":"2020-01-23T16:29:18","slug":"costume","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.prolocorima.it\/index.php\/costume\/","title":{"rendered":"Il Costume di Rima"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-615\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-615-0\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-615-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-615-0-0-0\" class=\"widget_text so-panel widget widget_custom_html panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><div class=\"textwidget custom-html-widget\"><\/div><\/div><\/div><div id=\"pgc-615-0-1\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-615-0-1-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" >\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p><strong><center>IL COSTUME DI RIMA<\/center><\/strong><\/p>\n<p>Non esiste documentazione iconografica o scritta di come fosse l\u2019aspetto originale del costume.<br \/>\nCon il passare dei secoli l\u2019abito ha subito diverse trasformazioni fino ad arrivare a quello che conosciamo oggi.<br \/>\nA partire dalla fine dell\u2019ottocento il costume di Rima prende la sua forma definitiva, il colore nero, per lungo tempo predominante, viene sostituito con colori pi\u00f9 accesi.<br \/>\nUn tempo esistevano due abiti: quello da lavoro e quello della festa; oggi sopravvive solo quest\u2019ultimo, usato per le \u201cgrandi occasioni\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>CAMISA in lingua walser \u201cHAMD\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 di colore bianco con inserti di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Puncetto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">puncetto<\/a> (\u00e8 un pizzo ad ago tipico dell&#8217;alta Valsesia la cui arte \u00e8 stata inventata dalle donne valsesiane; il nome viene dal diminutivo della voce dialettale &#8220;<i>punc<\/i>&#8221; che significa &#8220;punto&#8221; da cui &#8220;piccolo punto&#8221;) bianco attorno al collo e ai polsini. La chiusura del colletto \u00e8 laterale e si allaccia con dei piccoli bottoni rotondi fatti di filo con asole in rilievo.<br \/>\nL\u2019inserto del puncetto \u00e8 presente anche a met\u00e0 manica, tra gomito e spalla. Le camicie pi\u00f9 antiche erano di lino, sempre di colore bianco e avevano ricamate le iniziali di casato con la data su una spalla.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>BUSARD in lingua walser \u201cHOTTO\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 un corsetto a forma di gilet in tessuto pregiato a volte anche di velluto, di colori decisi, con scollatura quadrata, chiuso davanti in verticale all\u2019altezza del seno.<br \/>\nLa chiusura, fatta con piccoli gancini, \u00e8 sormontata da una pettorina rettangolare, detta PEZZA (in lingua walzer BLATZ).<br \/>\nI due pezzi di solito hanno le stesse decorazioni. E\u2019 indossato sopra la camicia.<br \/>\nIl busard \u00e8 detto cos\u00ec perch\u00e9 comprime il seno e a volte era imbottito per camuffare certe mancanze.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>PATUN o PATELA in lingua walser PATA<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 una gonna ampia con spalline. Si indossa sopra la camicia e al busard.<br \/>\nLiscia davanti, nella parte posteriore riccamente pieghettata, di colore blu intenso, lunga fino a met\u00e0 gamba, terminante con un bordo rosso vivo di circa 10 centimetri di altezza.<br \/>\nA tre quarti, verso il basso, si fa una piega per tutta la larghezza della gonna. Questa piega ha la funzione di allungare o accorciare quando si tramanda il costume.<br \/>\nLa gonna invernale \u00e8 detta patun , quella estiva patela.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>STROPA in lingua walser SCEGNO<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 un nastro ricamato che gira intorno al busto della donna e si fissa davanti con un fiocco posizionato sopra la pezza sula lato sinistro del petto.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>SCUSAL in lingua walser FOLDER<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 un grembiulino corto prevalentemente di colore blu scuro, si mette sopra la gonna, copre la parte anteriore dal petto fino ala cintura.<br \/>\nE\u2019 legato dietro in vita con due nastri di 3\/4 centimetri d\u2019altezza.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>CAMISTAL in lingua walser HAMD o HOLO<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 una giacchetta di tessuto di lana nera, corta ed aderente . Nella parte posteriore ha due spacchetti laterali. Si indossa sopra i costume, quando fa freddo o durante le cerimonie importanti. Questa giacchetta \u00e8 sciancrata per dare pi\u00f9 slancio alla figura. Le maniche sono strette e finiscono con dei polsini applicati di velluto nero di circa 15 centimetri, ricamati con ornamenti molto elaborati, detti \u201cMUSTRE\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>SCOFONI<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Tipica calzatura valsesiana fatta a forma di pantofola, in tessuto di panno con suola realizzata da diversi strati di tessuti cuciti tra loro. Oggi nelle cerimonie ufficiali si usano gli scofoni di colore nero, rosso o blu. Di solito con gli scofoni si mettono delle calze di cotone di colore bianco.<\/p>\n<p>Le parti del costume sono tratte dal libro \u201c<strong>Storia di Rima<\/strong>\u201d pubblicato dalla Fondazione Enrico Monti e dal capitolo \u201c<strong>Il costume tradizionale di Rima<\/strong>\u201d di Hanzi Axerio Cilies con la collaborazione di Giulia Axerio Piazza.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL COSTUME DI RIMA Non esiste documentazione iconografica o scritta di come fosse l\u2019aspetto originale del costume. Con il passare dei secoli l\u2019abito ha subito diverse trasformazioni fino ad arrivare a quello che conosciamo oggi. 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